In ogni valle, da un ballatoio, dietro una porta socchiusa o lungo un sentiero che scompare tra i boschi, ci sono voci che non hanno mai smesso di sussurrare.
Sono le masche: donne libere e solitarie, custodi di antichi saperi, in simbiosi con la natura. Antenate delle odierne erboriste e ostetriche. Spesso mutaforme, a volte ombre, spiriti, ma pur sempre presenze incombenti e temute.
Per secoli hanno popolato l’immaginario delle comunità alpine e contadine, diventando protagoniste dei racconti tramandati durante le vijà, le veglie serali d’autunno e d’inverno.
Ma il loro ricordo non vive soltanto nella memoria popolare: riaffiora anche tra antichi processi, cronache, registri notarili e documenti d’archivio, dove il confine tra storia e leggenda si fa sorprendentemente sottile.
Tracce di Masche nasce per ricucire questo filo: intrecciare ricerca storica e tradizione orale, restituendo voce a un patrimonio culturale immateriale che rischia di scomparire.




