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“Snodi”: l’illustratrice di Tracce di Masche vince il concorso sui mestieri itineranti

Ci sono storie che sembrano appartenere al passato, ma che continuano a vivere ogni volta che qualcuno decide di raccontarle con uno sguardo nuovo.

È quello che è accaduto con “Snodi”, l’opera realizzata da Ilaria Minniti, illustratrice di Tracce di Masche, che ha conquistato il Primo Premio della Giuria al concorso “Mestieri in Viaggio”, promosso dall’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira e dedicato agli antichi mestieri itineranti.

Ma questa storia inizia qualche tempo prima.

Da un bando a un’opera

Quando ho visto online il bando del concorso “Mestieri in Viaggio”, promosso dall’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira, il mio primo pensiero è stato: questo devo mandarlo a Ilaria.

Conoscevo già il suo modo di lavorare grazie alle illustrazioni realizzate per Tracce di Masche e sapevo quanto fosse capace di partire da una ricerca per trasformarla in immagini.

Così le ho semplicemente inoltrato il bando.

Da quel piccolo gesto è nato “Snodi”, il lavoro con cui Ilaria Minniti ha conquistato il Primo Premio della Giuria.

Per realizzarlo ha scelto di raccontare una figura oggi poco conosciuta: il cavié, il raccoglitore e commerciante ambulante di capelli.

Il cavié: un mestiere che attraversava l’Europa

Per secoli il cavié percorse paesi, vallate e città raccogliendo capelli destinati alle botteghe artigiane, dove sarebbero diventati parrucche, posticci e altri manufatti.

Un mestiere umile solo in apparenza.

Dietro quei lunghi viaggi si nascondeva infatti una fitta rete di relazioni, incontri e scambi che collegava piccoli borghi alpini a città lontane, attraversando l’Europa.

Il cavié non trasportava soltanto una merce, ma portava con sé storie, notizie, lingue, esperienze e legami.

“Snodi”: quando il capello diventa racconto

Realizzata interamente a mano con matite colorate su carta, “Snodi” interpreta questa figura in modo originale e profondamente simbolico.

Ed è proprio questo che mi ha colpita di più del suo lavoro.

Ilaria ha preso l’elemento più concreto del mestiere del cavié il capello, e lo ha trasformato nel filo stesso del racconto. Nell’illustrazione diventa strada, viaggio, collegamento tra luoghi e persone. Un modo visivo per raccontare non soltanto ciò che il cavié trasportava, ma tutto quello che circolava insieme a lui: notizie, incontri, esperienze e storie.

Come scrive la stessa Ilaria nella descrizione dell’opera:

L’immagine vuole restituire una visione in cui materia, viaggio e trasformazione si fondono in un unico sistema dinamico.

Una sintesi perfetta di ciò che questo antico mestiere rappresentava.

Un premio che parla anche di patrimonio culturale

Il riconoscimento ottenuto da “Snodi” non premia soltanto la qualità artistica dell’opera.

Premia anche la capacità di dare nuova vita a un patrimonio culturale che rischia di essere dimenticato, dimostrando come storia, memoria e arte possano dialogare e trovare nuove forme di racconto.

È lo stesso obiettivo che anima ogni giorno Folklore in Piemonte: riportare alla luce tradizioni, personaggi e mestieri che hanno contribuito a costruire l’identità del nostro territorio.

Un motivo di orgoglio

Per me c’è anche un’altra grande soddisfazione.

Vedere Ilaria Minniti, illustratrice di Tracce di Masche, salire sul gradino più alto del podio è stata una gioia enorme. Lo stesso vale per Andrea Bosco, che per Folklore in Piemonte ha illustrato il Pastore Gelindo e ha conquistato il secondo posto con il suo acquerello Anciuat.

Due artisti con cui ho il privilegio di collaborare hanno ottenuto il primo e il secondo premio in un concorso dedicato ai mestieri itineranti della tradizione piemontese. Per me è una conferma del loro talento, questa volta arrivata anche dallo sguardo competente della giuria.

Ma è anche la dimostrazione di quanto l’illustrazione possa restituire forma, colore e nuova forza narrativa a mestieri e storie che rischierebbero altrimenti di essere dimenticati.

Ed è proprio questo che mi fa guardare avanti con ancora più entusiasmo: sapere che le persone che stanno camminando insieme a Folklore in Piemonte condividono la volontà di far viaggiare la memoria attraverso linguaggi nuovi.